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Mangiar Bene a Manchester

Se si vuol mangiar bene in ristoranti a Manchester e dintorni, come si fa? Io (Federica) e Mauro abbiamo affrontato questa questione cruciale, per noi Italiani amanti del cibo di qualita', con un approccio squisitamente sperimentale. A seguito di ricerche su vari siti online (spesso frustranti, data la varieta' di gusti ed opinioni), ma pure seguendo l'opinione di conoscenti delle cucine diverse dalla nostra, si sono scelti alcuni ristoranti che consensualmente sembravano fra i 'top' della citta'. Abbiamo quindi accumulato delle impressioni molto nette per i ristoranti che a nostro giudizio sono i migliori per le seguenti cucine 'etniche': 1. Indiana; 2. Cinese; 3. Brasiliana. Possiamo offrire 'tips', ma per il momento il nostro palato, dopo plurima esperienza, ha definito chiaramente il migliore di ciascuna di queste cucine.

1. EastzEast, Princess street, Manchester M1 7DG " Io (Federica) mi sono perdutamente innamorata della cucina punjabi, sapori cosi diversi dalla cucina italiana ma decisamente divini; la qualità della carne della verdure, dei legumi è  veramente eccezionale, così fresca e ben amalgamata con le varie spezie che l'incontro con il palato è un esplosione di piacere, che ti fa sentire in pace con te stesso e con il mondo - highly recommended!! una cucina casalinga indiana" .

2. RED CHILLI, Portland Street, Manchester, M1 4GU. L'hot pot braised beef è probabilmente il piatto più piccante di cucina cinese che possiate mangiare. Ora ha una succursale piu' grande in Oxford Road, di fronte allo Stopford building e Manchester Academy. Il servizio e' impeccabile e rapido ed il cibo in genere ottimo (ma la birra meno).

3. Quello che fino a poco tempo fa si chiamava Tropeiro, inBrazil street, Manchester M1 3WF, ora si chiama Nossa Casa http://www.nossa-casa.co.uk/home.html . Rimane il paradiso dei carnivori! INoltre ha un ambiente piu' familiare ed accogliente degli altri ristoranti brasiliani a Manchester, come il Beu Brazil (una vera e propra mangioteca!). Zilda, la padrona di casa, e' particolarmetne simpatica e attenta alla clientela italiana.

Fino al 10 luglio 2009, rimaneva tutta da definire la 'classifica' dei ristoranti della nostra cucina, quella Italiana, anche per la difficolta' di individuare quelli che sono genuinamente Italiani (e/o con cuochi italiani). Non li abbiamo provati tutti, anche perchè io, Federica, sono abituata a mangiare bene a casa nostra. Quindi generalmente non ho voglia di uscire a cena per pagare troppo e mangiare cibi italiani di qualità inferiore a quelli di casa, come spesso può succedere. Ma a fine 2009, eureka!, abbiamo trovato un ristorante italiano d'eccezione, che raccomandiamo come il numero uno della cucina italiana in tutto il Lancashire (ed oltre, dopo che e' stato nominato Italian Restaurant of 2009!).

Si chiama La Locanda e si trova fra le colline del Lancashire, a Gisburn, Main Street - near Clitheroe - BB7 4HH, quasi un ora d'auto dal centro Manchester http://www.sugarvine.com/lancashire/search/restaurant_search.asp?restaurant=25161.    Questa qui sotto è la mia prima recensione, ormai un po' datata. Purtroppo, ad inizio 2011, il ristorante ha cambiato gestione e chef, anche se Maurizio mantiene la proprieta'. Non ci andiamo piu'...

Oggigiorno (Maggio 2011) il ristorante Italiano che ci piace maggiormente si chiama Sul Lago ed e' gestito da due simpatici fratelli napoletani. Il ristorante ha un menu' teorico ed uno 'pratico' per gli italiani che se ne intendono - basta chiedere allo chef e vi dira' quali sono i piatti consigliati, ed il pesce fresco del giorno! Anche questo ristorante si trova fuori Manchester, precisamente vicino ad Oldham  (OL8 3NZ), ma si raggiunge facilmente dal centro di Manchester (circa 10 min in taxi da Piccadilly).

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'Quando si dice sentirsi a casa coi sapori di casa'. Eh sì, abbiamo dovuto percorrere 36 miglia a Nord-Est di Manchester per trovare vera cucina casalinga in un ristorante italiano. 'La Locanda'  è un posto accogliente con un menù italianissimo; altro chè 'Italian garlic bread'! Solo gli ingredienti principali, per ragioni di freschezza, come le verdure, la carne e certi latticini, sono di provenienza locale, e tutti organici. Ma la cucina è decisamente italiana, tradizionale e nel contempo raffinata, ma proseguiamo con ordine. Ambiente direi molto accogliente, persino con tovaglia di tessuto - non carta plastificata, per non dire del nudo tavolino forbito che oramai è la norma nei ristoranti di moda a Manchester (come il famoso San Carlo, di cui non vogliamo parlare qui...). Welcome iniziale con taralli pugliesi al bar e vini italiani da aperitivo (il prosecco è aromatico e di qualità). Una volta bandita la tavola, pane e pinzimonio vengono presentati automaticamente e poi la signora Cinzia molto gentilmente introduce la prima lavagnetta degli specials (il menù, infatti, è solo la punta dell'iceberg culinario che ti può travolgere) con vari antipasti. Siamo andati sul vegetariano, una torre di caprese con mozzarella di Salerno e melanzane alla parmigiana con un 'crispy top'. Più che antipasto, lo definirei un primo leggero, seguito dalla sorpresa di un sorbetto all'arancio rosso, per separare  i sapori e prepare lo stomaco alla successiva portata. Altra lavagna di specials, che comprendeva CINQUE diversi tipi di ravioli fatti in casa (ricotta e spinaci standard, local goat cheese, salmone, funghi , ed infine carne in fonduta di formaggio locale), più maccheroni di Gragnano in varie salse e altro che non ricordo. Mauro si è fermato ai ravioli di carne, che avevano un sapore eccezionale (lui dice di reminescenza romagnola), ed io invece sono passata ad un 'main course' di carne, coscia d'agnello cotto nel vino rosso e rosmarino. E' incedibile come questo piatto d'agnello si sposi così bene, nelle sapienti mani di Maurizio (lo chef, nonchè marito della signora Cinzia), con gli ingredienti mediterranei e risultare assai diverso dal piatto 'lamb shank' di tradizione britannica (specialmente nel Galles) fatto con la stessa carne. Abbiamo scelto anche vari contorni, fra cui rimarchevole i piselli conditi con guanciale (tipo pancetta) di maiale locale, ma praticamente li abbiamo solo assaggiati, poichè oramai sazi. Il KO finale è stato sferrato da una lavagnona contenente, 'back to front', una lista di 22 diversi gusti di gelato fatto in casa (con latte appena munto!) - quello di pistacchio, l'unico provato, semplicemente divino - e svariati altri dolci. Verso la fine della serata,  lo chef Maurizio ha fatto il giro dei tavoli e si è fermato a lungo a rispondere alle raffiche delle nostre domande. Dovevamo capire come mai questa cucina prelibata italiana si trova sperduta fra le colline del Lancashire, e abbiamo apprezzato lo sforzo, direi eroico, che Cinzia e Maurizio hanno fatto per impostare una cucina veramente italiana in UK (all'inizio, cacciavano via clienti che chiedevano 'garlic bread' o 'spaghetti alla bolognese'). Maurizio e Cinzia portano avanti la vera cultura culinaria italiana e quindi sono di fatto membri onorari dell'accademia della VIA - chi meglio di loro divulga l'essenza della nostra cultura? La Locanda diventerà meta di altre gite culinarie, no doubt!

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28 Marzo 2010 - A conferma di quella che e' piu' che una 'leggenda metropolitana' - i ristoranti italiani migliori stanno fuori Manchester - ieri abbiamo scoperto una chicca di cucina regionale sarda in un paesino di montagna nel Peak District, Birchover. Il posto e' un vecchio pub ristrutturato, The Red Lion Inn [http://www.birchoverredlion.com/],  da qualche anno gestito da Matteo Frau, chef sardo che dopo anni di lavoro nelle cucine di vari ristoranti altrui ha deciso di mettersi in proprio, creando una piccola azienda a carattere familiare, che fa addirittura il suo formaggio! Ci riserviamo di scrivere una recensione dettagliata dopo aver assaggiato la cucina tipica sarda che viene regolarmente servita ogni martedi' sera al Red Lion . In ogni caso, per il crescente numero di colleghe e colleghi sardi della VIA - abbiamo trovato il posto per fare una serata sarda!

La gita si e' poi fatta martedi'  18 Maggio 2010 con una carovana di 3 auto ed una tavilata di 13 persone - fra le quali un collega Sardo, Roberto Castangia, che ha poi preparato questo resoconto-recensione.

The Red Lion Inn 

 

A chi non è mai successo di mangiare "italiano" all'estero e di trovarsi davanti ad un bizzarro ragù con gigantesche, inguardabili "meat balls", una carbonara con panna o magari un tiramisù a base di panettone? E cosa dire degli stravaganti menù delle pizzerie? Come adattarsi alle tante contaminazioni e arrangiamenti cui è soggetta la nostra cucina?

L'esperienza ci insegna quanto sia difficile ritrovare i veri sapori e profumi della nostra cucina, quelli che tanto ci riportano alla mente l'immagine delle nostre madri indaffarate ai fornelli.

Si, è vero, l'esperienza ci insegna...Ma noi instancabilmente andiamo alla ricerca del ristorante che sappia riproporci la "cucina della mamma" o meglio ancora, quella "della nonna".

Questa ricerca a volte si risolve nell'ennesima fregatura, a volte in una piacevolissima scoperta, quale è stata il "The Red Lion Inn".

 

Di fatto, quale italiano buongustaio e quale sardo, nostalgico della propria cucina regionale, non potevo non esprimermi a riguardo di questo ristorante. Il nome non suona affatto sardo (non ci sono doppie e tantomeno suffissi in -u), ma nemmeno italiano! A detta di Matteo, il titolare, il nome del locale risulta essere immutato da duecento anni e si è voluto lasciarlo tale per tradizione. Ma quanto è vero che il nome del ristorante non è sardo, è altrettanto vero che ciò che Matteo sa ricreare è capace di colmare ogni amara nostalgia.

Il menù della settimana è italiano, ma ogni martedì la cena è a base di pietanze tipiche sarde, con piatti propri della tradizione ogliastrina di cui Matteo, originario di Tertenia, è un fiero rappresentante. Mi soffermo a parlare della serata del martedì, durante la quale mi son sentito più che un cliente, un ospite. Superfluo sottolineare la provenienza regionale dei prodotti, quali pane carasau, latticini, salumi, vini e digestivi. Eccovi un' overview del menu tipo.

Antipasti di terra : salsiccia, prosciutto crudo, formaggi  e olive. Antipasti di mare: insalata di mare, sardine impanate  e su richiesta, cozze in rosso o in bianco .

Primi piatti: "culurgionis" di patate e menta - tipici ravioli  ogliastrini rigorosamente fatti a mano - e "malloreddus" (gnocchetti sardi) al sugo.

Qualora non siate riusciti ad appagare il vostro appetito - le portate sono davvero abbondanti! - vi consiglio vivamente di ordinare i secondi: grigliate miste di carne e pesce.

E se ancora non siete sazi, provate le "seadas" o "sebadas", il tipico dolce di formaggio fresco avvolto in una sfoglia di pasta fresca, cotto in padella e servito con miele.

In ultimo arriva il caffè, accompagnato dai digestivi: limoncello, mirto rosso o bianco, liquore al fico d'india ed immancabilmente la grappa - il Fil'è ferru.

 

Se tutto finisse qui, ci si sentirebbe pienamente soddisfatti come in pochi ristoranti accade e si potrebbe procedere alla richiesta del conto, ma la costante presenza di Matteo al nostro tavolo, ci ha fatto scoprire le sue doti di cultore di musica popolare. Egli infatti non solo suona il più antico strumento a fiato conosciuto in Sardegna fin dall'età del Bronzo - le launeddas - ma è capace anche di costruirlo da sè. L'ultima parte della serata è stata così trascorsa all'insegna della musica popolare, gentilmente eseguita per noi. Ad essere sinceri, è per me difficile assistere a tali esibizioni quando mi trovo in Sardegna (feste tradizionali a parte), ed era assolutamente impensabile di incontrare un suonatore di launeddas in un ristorante, in Inghilterra, in un paesino distante un'ora da Manchester.

 

In conclusione, penso che se si è in cerca di un posto in cui non si vuole solo assaporare una eccellente cucina italiana, ma anche trascorrere una serata con una diversa atmosfera  e come già scritto, sentirsi non clienti ma ospiti, valga davvero la pena di provare il Red Lion Inn.

 


 



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