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18 maggio 2012
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6 maggio 2012
The Top scientists in the world!

Visto che oramai la lista dei Top Italian Scientists (TIS) risulta praticamente completa, e verra' gradualmente aggiornata col nuovo sistema del Via-acadeMyCit, ho cominciato ad esplorare il panorama dei top scienziati nel resto del mondo per vedere come si collocano i nostri Top Italians in un ranking mondiale. Ora ho raccolto da varie fonti i nomi degli scienziati di maggiore impatto nelle  varie discipline e ne ho calcolato l’H-index allo stesso modo dei TIS. Combinando i risultati dei due  programmi che consentono di calcolare alti valori di H-index con Google Scholar, ho costruito una compilation degli scienziati viventi con H-index >100, che al 9 Maggio sono quasi 190. Troverete quest’elenco nel TIS Report 19, cui rimando per discussioni metodologiche (notare che i valori di H-index sono approssimativi anche a causa del limite di 1000 papers contenuto nei programmi). Nel post mostro solo i top 50 per alcune interessanti considerazioni.

Riguardo all’affiliazione, Harvard domina largamente (4 scienziati fra i primi 20). Si nota poi che Carlo Croce, unico TIS fra i top 50 al mondo, rientra insieme ad altri top nazionali in una fascia di valori di H-index fra 130 e 160. Chiaramente, piccole differenze all'interno di questa fascia non sono molto significative ed avrebbe poco senso parlare di una “classifica” mondiale. Tuttavia si evidenziano tre scienziati con H-index >200! Son tutti medici epidemiologi che lavorano in USA. Quindi l’epidemiologia sembra essere la  branca scientifica di maggior impatto citazionale, seguita da altre aree biomediche che son ben rappresentate nella lista dei top 50. Il fatto che vi si ritrova solo un fisico teorico ed un chimico riflette  l’evidenza che le scienze dure ricevono in media meno citazioni di aree biomediche. Ma praticamente tutte le branche dello scibile umano sono rappresentate nell’elenco completo degli  scienziati con H-index >100 , che se fosse esteso a persone decedute includerebbe anche famosi umanisti (il sociologo francese Pierre Bourdieu ha un H-index = 178). Ma torniamo ai Top Italian Scientists. Nella distribuzione per nazione di tutti gli scienziati con H-index >100, escludendo gi statunitensi dopo i Britannici (27) ci sono gli Italiani (16)!  Quindi, i Top Italians si posizionano molto bene a livello mondiale – ma mai come le scienziate italiane top (2 su 9)!

La lista completa viene ampiamente citata in una articolo di Simona Ravizza sul Corriere del 9 Maggio (pagina 36).

Tabella TOP 50 - La lista, parte di questa, contiene dati indicativi e verra' progressivamente raffinata con il contributo dei membri della Via-academy e della comunita' scientifica internazionale.

Scientist H-index area Nation  NOTES
Walter C Willett 246 epidemiology USA
Meir J Stampfer 223 epidemiology USA
Graham Colditz 211 epidemiology - cancer USA top Australian
Eugene Braunwald 192 cardiology USA USA, top European by origin
Bert Vogelstein 187 cancer - medicine USA
Shizuo Akira 186 immunology Japan top Japanese
William B Kannel 182 cardiology USA
David Baltimore 180 cell biology USA Nobel
Joseph L Goldstein 179 biochemistry USA Nobel
Robert J Lefkowitz 178 biochemistry USA
Pierre Chambon 176 molecular biology France top French 
Michael Karin 176 molecular biology USA
Michael Stuart Brown 174 genetics USA Nobel
Charles H Hennekens 172 epidemiology USA
Ronald C Kessler 172 neuroscience USA
Steven A Rosenberg 171 immunology USA
Edward Witten 167 physics - mathematics USA Fields medal
JC Reed 165 cell biology - cancer USA
Antony S Fauci 165 immunology USA top Italo-American
GM Whitesides 163 chemistry USA
Richard A Flavell 162 immunology USA
Peter J Barnes 161 cardiology UK top British
Bruce Mcewen 160 neuroscience USA
RC Gallo 159 virology - medicine USA
Salvador Moncada 158 pharmacology UK top Latino-American
Eric J Topol 158 cardiology USA
Albert Hofman 158 epidemiology Netherlands & USA
Paul Greengard 157 neuroscience USA Nobel
M Yamamoto 156 cell biology Japan
CA Dinarello 156 immunology USA
RB D'Agostino 154 mathematics - medicine USA
Michael L Rutter 154 neuroscience Canada top Canadian
Eric Kandel 152 neuroscience USA Nobel
Robert M Califf 151 cardiology USA
Kenneth W Kinzler 150 cancer - medicine USA
Salim Jusuf 150 cardiology Canada top Indian 
Joan Massague Sole' 149 cancer - cell biology USA top Spanish
Eric S Lander 149 molecular biology USA
Rudolf Jaenisch 149 biochemistry USA
Trevor W Robbins 148 neuroscience UK
Carlo M Croce 147 cancer - medicine USA & Italy top Italian
CD Frith 147 neuroscience UK
Robert A Weinberg 146 cancer - medicine USA
FH Gage 145 neuroscience USA
Craig B Thomson 145 cell biology USA
Robert Huber 143 biochemistry Germany Nobel, top German
Mark P Mattson 143 neuroscience USA
Eugene Koonin 143 molecular biology USA
Tak Mak 143 cell biology - immunology Canada top Chinese
Eric N Olson 142 molecular biology USA
Judah Folkman 142 cancer USA
Nancy A Jenkins 141 genetics USA top female

ALTRI LINKS

Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani - Corriere della Sera di Simona Ravizza





Posted by: dr. Mauro Degli Esposti
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28 aprile 2012
Garanti della Ricerca - e TIS! Si apprende oggi sui giornali italiani (pagina 8 del Corriere, ripresa su questa pagina web ) che il ministro Profumo ha nominato i sette professori che formeranno il nuovo Comitato Nazionale dei Garanti dela Ricerca. Fra questi, due sono donne e tre lavorano all'estero. Quattro dei sette membri sono da tempo TIS, a cominciare da Alberto Sangiovanni  Vincentelli (di cui metto una foto recente sul post, visto che lo conosco di persona). Rettificando quanto scritto sul Corriere, Alberto ha 64 anni e un valore di H-index = 87, il maggiore fra tutti i Garanti. Tuttavia, la professoressa Anna Maria Colao di Napoli avrebbe il profilo di maggior risalto rispetto all'eta'. Complimenti e buon lavoro!

Posted by: dr. Mauro Degli Esposti
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9 aprile 2012
Easter update, with surprise: Via-acadeMyCit Come annunciato alla fine dell’anno scorso, questo Aprile abbiamo cominciato ad aggiornare le informazioni sulla lista dell’eccellenza italiana raccolta dalla Via-academy nel sito dei TopItalianScientists (TIS). Con l’aggiunta di circa 70 nomi, la lista raccoglie ora quasi 2600 persone, un numero che sottolinea la dimensione dell’eccellenza scientifica ed accademica italiana nel mondo. La quale continua a crescere nonostante i tagli ai fondi per la ricerca e la cultura perpetrati dagli stessi politici che pervicacemente attaccano la cultura e l’eccellenza italiana, ma nel contempo usavano soldi pubblici per comprarsi titoli accademici.

Risulta interessante rilevare che ben 20 dei nuovi TIS appartengono all’area di computer science. Quest’osservazione introduce un argomento che genera un forte dibattito dentro e fuori la Via-academy: la suddivisione dell’eccellenza scientifica (o accademica in senso lato) nelle varie discipline ed aree specifiche del sapere umano. L’ANVUR ha deciso di valutare la ricerca italiana sulla base di due filtri di suddivisione: uno corrispondente alle 14 macro-aree definite dal CUN, ed uno molto fine che comprende tutte le subject categories (oltre 600) individuate dalla ISI WebofSciences (WoS). Queste categories sono state usate da ISI WoS anche per identificare gli scienziati maggiormente citati al mondo (ISI highly cited) che in Italia ha stimolato la creazione della prima lobby di alto livello scientifico, il Gruppo2003. Dal 2008 il dati per gli highly cited non son stati aggiornati e l’intero esercizio is now discontinued, come annunciato dalla stessa ISI. Un’altra suddivisione tutta italiana del sapere viene fatta dal Ministero (MIUR) negli oltre 300 Settori Scientifici Disciplinari (SSD) che, pur rivisti e ridotti di numero, costituiscono il riferimento per l’esercizio di valutazione VQR2004-2010 dell’ANVUR. L’anno scorso abbiamo pubblicato un TIS Report dedicato all’argomento e recentemente Luca Boscolo ha pubblicato un lavoro in collaborazione con psicologi italiani riguardo a vari SSD della loro area. Tuttavia io personalmente ritengo che la risorsa della lista TIS deve rimanere senza divisioni disciplinari, anche se ciascun nome viene associato ad una o due aree scientifiche che abbiamo definito su basi empiriche internazionali. Questo per sottolineare un aspetto fondamentale della scienza moderna – la interdisciplinarietà.

Dopo aver discusso con vari colleghi e fatto varie prove, lanciamo oggi un nuovo servizio di collegamento fra la lista dei TIS ed il database di Google Scholar, decisamente valido riguardo alla interdisciplinarietà del sapere. Si chiama Via-acadeMyCit (presente anche nel banner del sito Via-academy) e consente di ottenere in modo automatico gli h-index per tutte le persone che si registrano, con valori basati sulle pubblicazioni selezionate dagli stessi autori nel servizio MyCitations di Google Scholar. Consiste quindi in un collegamento fra il sito TIS della Via-academy e MyCitations di Google Scholar. Si potrebbe criticare la procedura che abbiamo messo a punto come un ennesima perdita di tempo per una registrazione online. Tuttavia abbiamo notato che molti colleghi ci continuano a chiedere aggiornamenti sul loro profilo sulla base di dettagliate ricerche che hanno fatto loro stessi, con conseguente dispendio di tempo. Il collegamento Via-acadeMyCit, una volta fatto, non porterà via altro tempo e costituisce un servizio gratuito senza alcun fine di social network. Questo non viene garantito dal servizio di ResearchID ISI, che abbiamo verificato essere particolarmente limitato, oltre che macchinoso (per cognomi composti come il mio o Di Chiara, la sottostima di h-index viaggia sui 8-10 punti rispetto al valore reale!).

Per fare il collegamento Via-AcadeMyCit basta seguire i passi descritti nel documento di Luca Boscolo, che ha raffinato questo servizio. Una volta fatto il collegamento, Via-academy aggiornerà automaticamente il valore individuale di h-index dei TIS ogni 2 mesi, o a richiesta dopo aver fatto il login al sito di Via-academy. I TIS che hanno già un profilo pubblico MyCitations sono ora annotati nella lista online. Se il servizio di collegamento automatico che ora lanciamo avrà seguito, ci proponiamo di raccogliere dati analitici che verranno passati al team di Google Scholar per affinare ulteriormente il loro algoritmo ed aumentare l'autorevolezza di questo enorme database accessibile a tutti. Magari al prossimo esercizio VQR non se ne potrà fare a meno!


Posted by: dr. Mauro Degli Esposti
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16 marzo 2012
Fiori di Marzo dall'Italia Con i mandorli in fiore (immagine sul post) arriva la Primavera in Italia. Quest'anno, i fiori primaverili possono essere associati ad almeno un fatto positivo, la discesa dello spread fra i titoli di stato italiani (bonds decennali o bpt) ed i bunds tedeschi. Come avevamo evidenziato in un post qui lo scorso novembre, lo spread aveva sfondato la soglia critica di 500 punti; dopo un calo graduale, ora si riassesta ai livelli di qest'estate, con un andamendo a campana (vedasi i dati Bloomberg). Anche se il paese non appare in crescita, questi dati sono confortanti per le prospettive a medio-lungo termine.

Ci son fiori di Primavera anche per il mondo accademico italiano? Non sembrerebbe, a giudicare dalle lamentele (maggiori del solito) dei colleghi che sono impegnati sui sequenti fronti: 1) riorganizzazione delle strutture di ateneo (nuovi dipartimenti, statuti etc. - a seguito della legge 240 di riforma Gelmini); 2) sottomissione dei lavori per il processo di valutazione VQR2004-2010 (simile al RAE inglese, ma decisamente piu' complesso - come potrete apprezzare consultando il sito ANVUR); 3) completamento delle domande per i fondi di ricerca PRIN. Una cosa che colpisce riguardo a questi fondi PRIN e' la relativa limitatezza dei soldi da distribuire in modo competitivo - ca. 175 milioni di Euro per TUTTI i ricercatori italiani. Una cifra inferiore ai soldi elargiti dallo stesso stato italiano ad un partito ora scomparso, ma che ha continuato a ricevere fondi gestiti in modo incontrollato da un tesoriere che pranzava a caviale, su conto spese dello stesso partito! E  dire che i partiti sovvenzionati con soldi pubblici (e pure privati...) posseggono fondazioni culturali che finanziano convegni, pubblicazioni etc. Non sarebbe ora che queste fondazioni di partiti elargissero fondi per la ricerca scientifica e culturale di interesse generale? Anche per cercare di ridurre l'incredibile paragone, mai abbastanza evidenziato sui media, fra i (pochi) soldi pubblici dati alla ricerca accademica - che puo' dar lustro all'Italia - ed i tanti soldi elargiti a delle organizzazioni politiche che li sprecano, talvolta discreditando il paese.

Nel nostro piccolo, questa Primavera faremo "rifiorire" il sito dei Top Italian Scientists con l'annunciato aggiornamento globale ed un spring cleaning della  sua homepage. Se avete fiori personali da segnalarci, fatelo fino a Pasqua!

Read more... Posted by: dr. Mauro Degli Esposti
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12 febbraio 2012
Le decisioni del World Trading Organization (WTO) vanno riviste

La crisi di natura finanziaria scoppiata nell’estate del 2007, originatasi negli Stati Uniti con la crisi dei subprime, ha evidenziato tutti gli aspetti negativi della globalizzazione. Infatti, mentre si speculava sui prezzi degli immobili e si offrivano mutui quasi a chiunque, alla fine si sono accorti che le persone non riuscivano piu’ a pagare semplicemente perche’ non riuscivano piu’ a trovare lavoro, il quale nel frattempo, come conseguenza della globalizzazione, si era trasferito nei cosiddetti Paesi emergenti.

Per superare la crisi economica del 2008, gli Stati Uniti si sono fatti prestare un’enorme quantita’ di denaro dalla Cina per acquistare altri prodotti Cinesi. Ma ora dopo circa 3 anni quei soldi sono finiti!

Le agenzie di rating declassano molti Paesi dell’Unione Europea e si inizia a scommettere sul fallimento dell’Euro. Dopo enormi pressioni, la Germania prestera’ parecchi soldi a Stati come per esempio l’Italia, per acquistare altri prodotti Tedeschi, ma quanto durera’? 3 anni? E dopo?

Le decisioni del World Trading Organization (WTO) di globalizzare i mercati, togliendo qualsiasi forma di barriera, non rappresentano il pensiero della maggior parte delle popolazioni, ma solo gli interessi economici delle multinazionali. Infatti le aziende manifatturiere in Paesi come l’Italia, si vedono costrette a chiudere a causa della concorrenza sleale dei Paesi cosiddetti emergenti. Da notare che in quei Paesi, il lavoratore viene solo sfruttato ed in alcuni casi viene trattato come uno schiavo.

Io credo che le decisioni del WTO devono essere riviste: o si ritorna come nel caso precedente dove venivano applicate delle tasse sui prodotti importati dai Paesi che sfruttano le loro popolazioni o i lavoratori devono avere tutti gli stessi diritti e trattamenti economici per evitare competizioni sleali.


Posted by: Luca Boscolo
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