L'università e la ricerca vanno salvate. E se nessuno si muove in patria, c'è chi lo fa dall'estero. Al grido di "Un miliardo per la ricerca ora!" è nata a Manchester la Virtual Italian Academy, un network di professori e ricercatori, sostenuti dal consolato italiano, che tramite il Web si propongono di fare lobby sulla politica nostrana coinvolgendo docenti di tutto il mondo.
Il principio che guida l'organizzazione è l'articolo 9 della Costituzione italiana: la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. L'appello sarà inviato dalla Rete direttamente ai deputati "che dovrebbero essere i paladini della cultura, innovazione ed educazione superiore in Italia", per tornare a promuovere "la ricerca che genera innovazione e con essa lavoro e speranze per giovani di talento, che altrimenti andranno all'estero come molti di noi hanno già fatto".
Il nome scelto dagli organizzatori sottolinea l'apertura "universale" a tutti gli italiani, in patria e all'estero, legati virtualmente, che vogliono aiutare la ricerca e lo sviluppo.L'intento è quello di dare il buon esempio: contrariamente alla maggioranza di strutture universitarie italiane, questa accademia virtuale ha un'organizzazione piramidale, che comprende pochi full professors, una quarantina di lecturers, circa 60 nello staff (con molti post-Doc) e più di 80 postgraduate students.Sul sito di Via-Academy c'è un forum partecipato dove tutti possono esprimere la loro opinione. In Italia sono già legati a loro alcuni esponenti dell'Apri (associazione italiana precari della ricerca). Tutte le info su via-academy.org
Caterina Perniconi
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